Le vostre storie

14 risposte a “Le vostre storie

  1. 25 dicembre 1984
    E’ la notte di Natale. Abbiamo fatto il cenone a casa mia perché la mia mamma è rientrata a casa dopo un permesso dall’ospedale. E’ stata operata allo stomaco, ma dovrà rientrare in ospedale dopo le feste. Io ho un piede fasciato perché mi ha investito un ragazzo in motorino l’ultimo giorno prima delle vacanze: che incubo! ma la cena è andata bene. Vado in camera a cambiarmi e la mia nonnina nota qualcosa che non va e mi fa spaventare: cos’è quella macchia nelle mutande? oh no! cos’è? corro da mamma, ma papà non vuole a disturbarla. Ho paura, voglio che mamma mi veda. La mia mamma apre gli occhi e mi guarda, vede che sono spaventata e mi chiede che succede; sangue! la mia mamma mi tranquillizza, sorride e mi spiega che sono diventata una signorina. Io non voglio! non voglio quelle macchie, non voglio le mestruazioni. Ho solo 11 anni. Il giorno di Natale sono triste perché non sopporto l’assorbente. Arrivano i parenti e le mie zie mi fanno i doppi auguri perché sono diventata una signorina: ancora? non voglio diventare signorina, mi sento piccola. Passano i giorni e le mestruazioni si fanno sempre più abbondanti, sempre più dolorose. Perché? mia zia si preoccupa e mi promette che appena mia madre uscirà dall’ospedale mi farà controllare. Aiuto! da chi? e perché? finalmente la mia mamma sta meglio, ma le mie mestruazioni non passano. Mia madre decide di portarmi da un ginecologo su consiglio del medico di famiglia. Il ginecologo è anche primario, prende tanti soldi, ma dice che le emorragie sono dovute alla tenera età; mi ordina la pillola per sei mesi e poi nuovo controllo: mai! mi ha fatto troppo male, non farò più la visita. Passano 6 mesi e senza pillola i dolori sono insopportabili, per non parlare dei vomiti, 3 giorni a letto. Il mio medico mi riordina la pillola, anche per l’acne. Sto meglio: finalmente.

    dicembre 2002
    Dopo vari mesi di continue perdite sporadiche, nonostante la pillola, i dolori si accentuano ogni giorno di più. Mi si blocca la gamba sx, mi portano dal medico: problemi di circolazione, forse. Mi ordina di andare al Pronto Soccorso per fare un esame specifico, non ricordo quale. Non faccio come mi ha ordinato perché non sto così male per andare al Pronto Soccorso. Aspetto che passi, ma i dolori mestruali sono insopportabili, così mi faccio forza e decido di andare dal ginecologo di un’amica. Mai l’avessi fatto! dopo la visita mi ha detto che secondo lui si trattava di un’infezione curabile con un antibiotico; mi ordina di interrompere immediatamente la pillola perché era vergognoso che una donna prendesse una pillola per così tanto tempo; mi ha preso i soldi e mi ha liquidata dicendomi: Fossi in lei mi chiederei se continuare a distruggere il suo corpo con un anticoncezionale chimico o se è il caso di lasciare in pace questo corpo dandogli magari la possibilità di concepire una nuova Vita. Mi sono sentita uno schifo. Vado avanti senza la pillola e sto sempre peggio. Ma peggio per me che ho rovinato il mio corpo.

    settembre 2003
    Ho passato mesi difficili sia nella mia vita privata che su quella professionale, ma per fortuna ritrovo un pò di pace ritornando a fare la venditrice: stare a contatto con le persone mi fa stare bene. Ho quasi sempre il ciclo mestruale, ma mi alzo, dolori o no, e vado avanti. Fino a che un giorno non mi reggo più in piedi, mi sento troppo male, peggio del solito; ho la febbre a 40, ma devo lavorare, non importa: passerà. E’ il 2 settembre del 2003: tutta contorta e piegata su me stessa riesco ad arrivare dal mio medico. Si spaventa perché sono bianca, mi fa sdraiare e non può neanche toccarmi perché il solo sfiorarmi mi fa saltare. Vuole chiamare subito l’ambulanza, ma io non voglio; le prometto che andrò al Pronto Soccorso e chiamo Pier, allora mio amico e collega, oggi mio fidanzato, per farmi accompagnare. Arrivo, c’è il mondo: aiuto! suono per consegnare la ricetta con la diagnosi di sospetta peritonite; inaspettatamente mi chiamano quasi subito e la gente s’infuria, ma io non ne ho colpa, non ho neanche pagato ancora. Dopo ore di visite e contro visite la giornata diventa un inferno e io mi sento morire con tutti quei medici che mi toccano la pancia, già totalmente dolorante. Finalmente la decisione del Primario di portarmi in sala operatoria per l’intervento d’urgenza: ho paura, ma se mi fanno passare quel male sopporto tutto. Sono le 22 e fuori ad aspettarmi ci sono i miei genitori e i miei zii, tutti in pensiero, ma mi mandano tanti baci. Così mi sento più forte e sorrido coi medici pregandoli di fare un buon lavoro. Rientro in camera alle 4 del mattino e mi accorgo che i dolori non sono passati, anzi! sono più forti di prima; scopro che non mi hanno messo neanche il campanello e non posso gridare perché tutti dormono; una mia compagna di camera è preoccupata perché sente i miei lamenti e chiama gentilmente col suo campanello, ma le infermiere le dicono di non permettersi più a chiamare per gli altri: forse in un canile ci avrebbero trattate meglio; si avvicinano e mi dicono che non posso disturbare a tutte le ore: ma chi vi ha mai disturbate? mi sento impazzire, sto male, voglio stare bene: chiedo troppo? mi mettono una coperta in più per il freddo (normale dopo l’intervento) e le traverse perché ho i vomiti (anche questi normali); e i dolori? non possono farmi altri antidolorifici perché me ne hanno fatto uno dopo l’intervento e devono passare almeno 6 ore (6 ore così? sopporterò? mah!). Finalmente è mattina, ma i dolori non passano, così chiedo il favore alle mie compagne di suonare il campanello. L’infermiera è molto scocciata con me e mi dice di smetterla di lagnarmi per ogni piccolo dolorino, ma i miei non sono dolorini, sono dolori, sto male: per loro sono dengosa; chiedo la padella perché non mi hanno messo il catettere, ma non me la possono portare, devo alzarmi. Non riesco, arriva l’infermiera, che gentilmente mi strappa dal letto e mi lascia cadere: devo stare attenta, lei non può permettersi di farsi male perché deve lavorare(il Mondo a volte va al contrario): intanto quella che ha la peggio sono io poiché mi si apre la ferita. Arriva finalmente il chirurgo, che mi spiega che la causa del riversamento di sangue era la rottura di una cisti nell’ovaio sx: me lo dice davanti a tutti alle ore delle visite dei parenti (privacy zero). Mi spiega che hanno dovuto fare una laparotomia ampia a causa del riversamento nei vari organi circostanti e che se non avessero agito in quel modo non sarei sopravvissuta perché era quasi setticemia. Mi consiglia di farmi vedere presto da un ginecologo perché loro quello che potevano l’avevano fatto e non erano più problemi del chirurgo se stavo male. Mi dimettono dopo 8 giorni dall’intervento, ma quei dolori pulsanti sulla sx continuano a non darmi tregua. Come sto meglio decido di farmi vedere da un ginecologo, questa volta vado in Ospedale e pago solo il ticket; fatta la visita, il ginecologo mi dice che non devo preoccuparmi perché sono i dolori normali del post intervento, mi tranquillizzo, ma rimango perplessa quando mi dice che l’ovaio dx va bene: la cisti era nell’ovaio sx! glielo faccio notare e la cosa non gli fa piacere, così mi risponde: “Signora destra o sinistra cosa importa? diciamo che sono tutte e due apposto, così è contenta?”; contento lui! comunque mi rilasso e cerco di sdrammatizzare, l’importante è che l’intervento sia riuscito.

    Dicembre 2003
    E’ il giorno di Santo Stefano e concluso il pranzo coi parenti mi accorgo che la gamba sx ripresenta i problemi dell’anno precedente: non posso stare in piedi e tra l’altro ho le mestruazioni con dolori atroci nell’addome. Non voglio far preoccupare i miei parenti, ma si accorgono perché non voglio giocare: strano! io che se non giocano me ne vado. Così mio zio mi accompagna dalla guardia medica, che sospetta di calcoli renali, così chiama l’ambulanza e via… di nuovo all’Ospedale. Al Pronto Soccorso mi fanno un’ecografia che evidenzia aderenze talmente ampie da attaccarmi l’utero alle ovaie e all’intestino; l’urologo non trova tracce di calcoli, ma mi fa una flebo per farmi passare i dolori: grazie. Poi mi consiglia di denunciare i chirurghi che mi hanno operata perché nell’ombelico si era formata un’infezione a causa della sutura mediocre: macché denuncia? mi hanno salvato la vita. Passerà anche questa. Mi sento forte. Torno a casa, passano due giorni e finalmente anche le mestruazioni: alé. Ma i dolori non passano, si riblocca la gamba e mio padre mi porta dalla guardia medica; mi visita una bravissima dottoressa, che mi consiglia di andare al Pronto Soccorso, ma questa volta direttamente nel reparto di ginecologia. Così faccio, mi fanno passare prima delle altre donne, che mi fulminano con lo sguardo: che colpa ne ho anche stavolta? tutto dipende da cosa scrivono nella prescrizione. Mi visitano e dall’ecografia transvaginale, mai fatta prima, notano subito che potrebbe trattarsi di endometriosi seria: che cos’è l’endometriosi? mi rispondono che me lo spiegheranno non appena ne avranno la certezza. Mi fanno subito delle flebo per i dolori: non mi sembra vero, sembra un altro Mondo. Ora finalmente posso dare un nome ai miei dolori: ho 30 anni, ma meglio tardi che mai. Molte donne ricoverate mi parlano dell’endometriosi come una bestia senza scrupoli, che ti porta via i migliori anni della tua vita: “esagerate!” penso. Faccio alcuni giorni di flebo e sto meglio. La notte di Capodanno le infermiere mi portano il pandoro e mi fanno brindare con l’acqua, mi sento triste perché sarei voluta essere con la mia famiglia, ma finalmente sto bene. Mi dimettono dopo alcuni giorni con la promessa che avrei dovuto chiamare o andare se mi fossero tornati i dolori e mi dicono che mi avrebbero chiamata non appena si fosse liberato un posto per la laparoscopia diagnostica. Nel frattempo potrò prendere la pillola. Così rientro a casa e ho un nome per la mia malattia: endometriosi.

    Luglio 2003
    La pillola non fa più l’effetto desiderato, sto di nuovo male e quel dolore pulsante sulla parte sx dell’addome non mi fa respirare, così vado al pronto soccorso della ginecologia. Mi fanno l’ecografia e ho una cisti di 7 cm nell’ovaio sx: bisogna operare d’urgenza, ma questa volta in laparoscopia. Ho paura, un altro intervento in così poco tempo? però rimango lì e mi affido alle loro mani. Passano i giorni, finalmente decidono la data e il giorno prima mi fanno fare la preparazione col sale inglese: un vero schifo. Tra vomiti e corse in bagno per svuotare l’intestino mi sento uno straccio. Per fortuna di notte mi danno una pastiglia per dormire. Al risveglio dall’intervento ci sono tutte le persone che amo, la mia famiglia e il mio Angelo (sempre pronta a farmi compagnia quando era in Vita e sempre pronta a proteggermi adesso che è in Cielo). Mi dava fastidio il chiasso, ma per il resto tutto ok. Ho le flebo con gli antidolorifici: che bello, grazie. Arriva il medico che mi ha operata e mi spiega che, purtroppo, non hanno potuto togliere tutta l’endometriosi perché si tratta di un quarto stadio e le aderenze sono tante; dovrò fare un second look tra sei mesi, nel frattempo menopausa con enantone.

    Gennaio 2004
    L’enantone mi ha fatto stare bene, vampate a parte, e, quindi, sono fiduciosa: magari non c’è bisogno di fare il secondo intervento. Prenoto la visita dal Primario perché mi dicono che è il migliore: pago, ma speriamo che sia davvero il migliore. Dopo la visita mi dice che è necessario l’intervento perché c’è endometriosi profonda e l’enantone non si può prendere oltre; inoltre, sospetta di un nodulo sull’uretere e di un altro sull’intestino, quindi mi ordina di farmi mettere i Doppi J da un urologo in entrambi gli ureteri per ripararli anche in caso di lesioni da intervento. Vado a farmi mettere i Doppi J dopo aver fatto le visite necessarie e mi ricoverano per due notti. Il mio corpo non li tollera, fanno male, troppo. Il giorno delle dimissioni arrivo a casa con quei corpi estranei che mi comprimono. Vado a letto, ma non posso starci, è peggio. Mi sale la febbre e mia madre chiama il medico, che chiama il ginecologo per farmi ricoverare. Così vado in Ospedale, dove mi fanno subito la terapia del dolore. Non c’è posto nelle camere e nel corridoio, così mi tengono una notte in sala travaglio: un vero incubo. Mi accorgo di non avere il campanello e la porta è chiusa; non mi posso alzare perché il letto è alto e ho la flebo; aspetto che arrivi il giorno, non ho dormito perché le donne che partoriscono gridano così forte: che bello però, stanno mettendo alla luce una nuova Vita. Verso le 7 vengono finalmente a vedermi e mi dicono che si è liberato un letto, ma dovrò aspettare fino alle 10; nel frattempo fanno entrare mia cugina, il mio Angelo, per darmi una mano per lavarmi. Verso le 10 mi trasferiscono nella camera, dove conosco tre ragazze stupende con cui facciamo subito amicizia e due delle quali devono essere operate per endometriosi. Mi operano dopo due giorni e il post intervento lo affronto meglio, forse anche per la presenza delle mie compagne, che mi mostrano tanta premura e amore. Dopo l’intervento m’informano che di endometriosi non c’è più traccia, ma mi propongono una terapia sperimentale per evitare una recidiva: accetto, non si sa mai che la bestiaccia si riformi.

    Settembre 2007
    La terapia è terminata da quasi un anno e con le mestruazioni sto male come prima, anzi sembra peggio. Decido di fare la visita per un controllo: non c’è endometriosi e il dolore alla gamba sx è causato da un dolore riflesso (forse qualche lesione all’uretere? l’urologo dopo l’intervento aveva escluso ogni tipo di lesione). Mi propone di cercare una gravidanza e nel frattempo posso provare a domare il dolore con una terapia per via vaginale: un vero incubo, ma continuo.

    Dicembre 2007
    La gamba fa sempre più male e le mestruazioni sono un incubo sempre più assiduo. Chiamo la ginecologa che mi seguiva durante la terapia, che mi fa fare subito l’ecografia dall’uomo che mi ha salvato la Vita, che considero il miglior ecografista al Mondo. Mi ha riconosciuto subito l’endometriosi all’altezza dell’uretere e il rene è talmente ingrossato che ci deve essere per forza stenosi ureterale. Mi chiede quando ho fatto l’ultima visita e quando gli rispondo che l’ho fatta da appena tre mesi rimane di ghiaccio e va direttamente dal Primario per mostrargli l’ecografia e per dirgli che in quelle condizioni non avrei mai potuto concepire un figlio; il ginecologo guarda l’ecografia e mi spiega che già tempo fa mi parlò del nodulo all’uretere, ma si era fidato del fatto che alla visita urologica mi avevano detto che l’uretere non aveva né lesioni, né noduli; poi mi spiega che bisogna intervenire d’urgenza: no, vi prego!!! un’altra volta d’urgenza? panico totale. Menomale che nel frattempo mi sono fidanzata con Pierpaolo, che mi da sostegno e amore tali da superare anche questa prova. Sono arrabbiata, incredula, non credo più al mio ginecologo tanto amato, mi sento ferita, ma non voglio partire. Faccio diverse visite da diversi ginecologi e tutti mi consigliano data la gravità del caso di andare a Verona oppure di ritornare dal mio ginecologo, che ha l’equipe più idonea in Sardegna per fare certi interventi (parole testuali di alcuni ginecologi che mi hanno vista). Tra Verona e il mio ginecologo opto per la seconda scelta, ma questa volta si fa come dico io: voglio l’urologo presente durante l’intervento; il ginecologo approva la mia richiesta e mi dice che in ogni caso l’avrebbe chiamato. Cerco l’urologo, naturalmente non vado da quello che mi ha fatto credere che l’uretere era buono, ma ritorno dal primo, che mi aveva messo i Doppi J per il second look, che comunque a pelle mi da più fiducia. Vuole mettermi i Doppi J prima di Natale, ma io non voglio passare un altro Natale in Ospedale, così mi fa un’urografia per capire se si può aspettare alcuni giorni: fortunatamente anche se lentamente il rene funziona.

    Aprile 2008
    E’ da cinque mesi che ho i Doppi J, ma questa volta sto bene. Il segreto? bere tanto, costantemente per idratarli. Mi chiamano per l’intervento e mi assicuro che l’urologo sia presente. Ok, sono pronta. In Ospedale conosco di nuovo delle persone fantastiche, ma questa volta ho una marcia in più: il mio amato fidanzato e le mie carissime amiche del gruppo dell’Associazione di cui siamo socie e che ci ha dato la possibilità di conoscerci durante i nostri incontri. Mi tengono compagnia e m’incoraggiano a non arrendermi: sono veramente la mia forza. L’intervento dura 9 ore, dopo sento dire dalle infermiere che mi vogliono portare in Rianimazione per una notte: ho paura, vorrei urlare, ma ho la mascherina dell’ossigeno; respiro forte, in modo tale che non mi portino in quel posto che tanto odio (mio nonno c’era morto lì). Fanno entrare il mio fidanzato e i miei genitori: che bello siete qui; l’ostetrica, vedendo che sto meglio mi toglie la mascherina e mi dice che mi porterà in camera dov’ero prima: grazie. Sono stanca, ho tanto sonno, ma non ho dolori: un bel biberon di morfina per 48 ore: uao… che bello. Si avvicinano sia l’urologo che il ginecologo per spiegarmi com’è andato l’intervento: l’endometriosi questa volta era poca, ma, purtroppo, concentrata all’altezza dell’uretere: così si spiega il dolore alla gamba; hanno ricostruito l’uretere, che hanno collegato alla vescica: almeno 6 ore sono state impiegate per fare ciò. I miei genitori mi hanno detto che erano tanto in ansia e che ogni tanto si avvicinava il Primario per tranquillizzarli: menomale… lo facessero più spesso. I giorni passano e sto sempre meglio, persino l’urologo, che viene ogni giorno a vedermi e ad accertarsi che le infermiere e i medici del reparto seguano alla lettera i suoi consigli, rimane stupito della celerità con cui mi rimetto. Il mio ginecologo da ordine di mettermi in camera con Elisa, una ragazza che ha subito l’intervento prima di me, che è stata male a causa di una lesione all’uretere e ha fatto l’intervento per la riparazione dopo il mio intervento, in modo che l’urologo visiti entrambe ogni giorno. Ci facciamo compagnia e ci diamo sostegno a vicenda, guardiamo l’ultima puntata di Amici dove vince Marco Carta: che felicità, è Sardo. Tutte e due ci parliamo delle perplessità sul fatto che i medici fanno così fatica a riconoscere la nostra malattia, ma tutte e due siamo convinte di aver fatto un’ottima scelta sia per la struttura, sia per il ginecologo, che è stato scrupoloso nell’intervento e nel post intervento. E’ vero che se non fosse stato per quell’ecografia oggi non avrei più avuto il rene, ma grazie a Dio oggi sto bene e se tornassi indietro chiederei ancora una volta a lui di operarmi: grazie Professore. Grazie anche all’Ecografista, che ha riconosciuto subito il problema e che dopo l’intervento si è accertato che tutto fosse andato come si sperava. Ma il mio ringraziamento più grande va all’ Urologo perché da quello che mi raccontano le donne che ho conosciuto non ce ne sono tanti così. Prima delle dimissioni ho chiesto una terapia ormonale con progestinico.

    Aprile 2009
    E’ passato un anno e decido che forse è il caso di farmi tutte le visite, anche se sto bene grazie al progestinico. Il rene va bene, ha ripreso la sua normale funzionalità, ma è il caso di fare una visita ogni 6 mesi e non una volta all’anno ^_^: mi sono presa una bella sgridata. L’ecografia non evidenzia lesioni endometriosiche, a parte le aderenze del post intervento, ma quelle rimarranno a vita😦. Per il resto tutto ok. Ultima domanda: se decido di cercare una gravidanza posso farlo tranquillamente? Non mi piace la faccia dell’ecografista, mi allarmo… un attimo di silenzio e poi mi dice: Signora ha mai pensato alla FIVET? sa, purtroppo, durante gli interventi si è cercato di tamponare qua e la, era proprio una bella bestia la sua; ora sta meglio grazie alla pulizia che le è stata fatta e grazie al progestinico, che non permette all’endometriosi di svilupparsi, ma è sicura di voler rischiare di rifinire in sala operatoria? A quelle parole mi è crollato il mondo addosso, ho pianto durante il viaggio di rientro, ma poi sono riuscita a darmi una risposta: No, non voglio rischiare, non adesso che finalmente sto bene. Ho troppa paura. Un figlio lo vorrei, ma non voglio rischiare di mettere in gioco la mia salute. Fortunatamente il mio fidanzato mi sostiene in questa mia scelta.

    Novembre 2009
    Ho deciso di mettere per iscritto quello che è stato il mio percorso con questa malattia, che ancora non è riconosciuta come invalidante, ma è tale. Tra l’altro si tende sempre a dire che quando non vanno bene le cose le colpe siano da ricercare nei medici, ma il problema, secondo me, è la mancanza di informazioni. Se si parlasse di più della malattia e del suo reale percorso invalidante forse anche tutti i medici, soprattutto ginecologi, urologi e chirurghi, farebbero più aggiornamenti su come riconoscerla e, quindi, trattarla. Un passo importante comunque è stato fatto: quello di riconoscere l’importanza della figura dello psicologo nei reparti di ginecologia. Un altro aspetto fondamentale da considerare è secondo me il rapporto con le persone che abbiamo affianco, perché se è vero che io, come altre donne per fortuna, ho accanto persone che mi hanno creduta e sostenuta, è anche vero che ci sono realtà molto diverse in cui la donna viene emarginata persino dalla propria famiglia, che reputa questo suo dramma come una scusa per attirare l’attenzione o peggio ancora per non lavorare. E’ proprio il caso di dire che l’endometriosi ci toglie i migliori anni della nostra Vita. Questo e peggio fa l’Endometriosi nelle donne che hanno la sfortuna di incrociarla nel loro cammino di Vita.

    Assemini, 05/11/2009
    Rita Lecis

  2. Cara Rita,
    leggere la tua storia mi ha fatto pensare a me e a tutte le nostre ragazze che come te hanno dovuto soffrire per anni già solo per avere una diagnosi…
    Grazie per la tua testimonianza, sono certa che le nostre voci, insieme, riusciranno a farsi sentire da tutti quei medici che di endometriosi non sanno nulla. Ti abbraccio, Dany

  3. grazie per la condivisione della tua esperienza. Rita…INSIEME SI PUO’

  4. Ed eccomi a raccontarvi il mio pianeta endoMetriosi.

    Maggio 1999, mi svegliai durante la notte con dolori atroci al basso addome, atroci a tal punto che chiamai mia zia dicendole che stavo per morire. Ancora oggi, dopo più di undici anni, non trovo le parole giuste per far comprendere la sofferenza di quella notte. Le gambe sembravano paralizzate, non riuscivo ad alzarmi per andare al bagno, poggiare un piede a terra significava togliermi il respiro.
    Il mattino successivo, dopo un’intera notte di strazio, il medico mi prescrisse delle flebo, disse che il dolore era causato da una colica renale…una settimana di lavaggi e il dolore rimase con me.
    Trascorse del tempo ed io convivevo con qualcosa che sentivo pulsare violentemente nel mio corpo. Ero stanca! Chiesi di fare un’ecografia alle ovaie, sentivo dove era localizzato l’epicentro del “mio” terremoto interno. Così mi recai in clinica e dopo l’esame, il medico mi consigliò di rivolgermi ad un ginecologo nel più breve tempo possibile. Era fine giugno. Il venerdì mi recai dalla ginecologa, il lunedì ero ricoverata in ospedale.
    Il primo sospetto fu quello di un sarcoma, sospetto, fortunatamente, scongiurato dalla TAC. Arrivò il ginecologo, che poi mi avrebbe operata, e nel corridoio dell’ospedale, mentre passeggiavo, mi fermò e disse: “ ho avuto i risultati della TAC, è grave ma è meno grave di quello che sospettavamo. Hai l’endometriosi”.
    Avevo poco più di venti anni, in quel momento ero sola, mi sentii confusa e persa. Cos’era l’endometriosi? Cosa mi era successo? Cosa avrei dovuto fare per guarire? Senza avere risposte, cominciai ad aver paura.
    I primi giorni di luglio fui operata in laparatomia. Ero entrata in un vortice da cui non sarei più uscita!
    Da quel momento in poi mi sono armata di coraggio ed ho cominciato a vivere con me stessa ed il mio ospite, l’endometriosi, grazie alla quale sono finita altre 2 volte in sala operatoria. Risultato? Dal 1999 al 2008 ho subito 3 interventi, uno in laparatomia, 2 in laparoscopia ed un’anestesia totale per un raschiamento utile, così diceva il medico che mi aveva in cura all’epoca, per una biopsia endometriale.
    Sembra un calvario? Tranquilli, confermo, lo è stato.
    Dico “è stato” perché con il tempo ho compreso che i miracoli non sono solo quelli delle guarigioni inaspettate del corpo, ma, sono anche quelli della guarigione dell’anima. Posso dirlo: “ sono una miracolata dell’anima”.
    Appena seppi dell’endometriosi ed intuii cosa fosse, cominciai a fare ricerche su internet, avevo bisogno di comprendere cosa stava capitando nel mio corpo, avevo bisogno di capire a cosa andavo incontro, avevo la necessità di guardare in faccia la realtà.
    Nonostante fossi spaventata, (non sapere è molto peggio di essere consapevoli) mi caricai al massimo ed indagai su quella che è diventata la mia compagna di vita, che per tutta la vita mi accompagnerà, l’endometriosi.
    La prima cosa che balzò ai miei occhi fu la statistica che riguardava la sterilità. Una buona percentuale di donne affette da endometriosi, di solito, verso i 32/33 anni, diventa sterile. Avevo 21 anni, dissi che non sarebbe toccato a me. Oggi ho 32 anni e da allora non è cambiato nulla.
    La sterilità…cosa significava per me? Significava non poter dare la vita, non poter contribuire al miracolo della procreazione, significava rinunciare alla parte materna di me. Insomma…un incubo!
    Come mio solito, ad un certo punto, ho concentrato la mia attenzione su quello che mi ruotava intorno, non pensavo più alla possibilità di non diventare madre, quanto al rischio di non permettere all’uomo che avrei amato di diventare papà. Mi chiedevo se fosse giusto privare di una cosa così importante e bella l’uomo per cui, un giorno, avrei dato la mia stessa vita.
    Ecco i conflitti che mi hanno accompagnata per tanto tempo, fino a quando sono giunta alla conclusione che “amare è il miracolo della vita”, esistono infiniti modi e mondi, si può amare in maniera diversa e originale. Se si possiede un potenziale interiore difficilmente si rimane vuoti dentro di sè e ancora più difficilmente si costruisce il vuoto intorno a sè. Ecco, dovevo puntare la mia vita su una forma mentale che lasciasse spazio all’infinito mondo dell’amore.
    Così ho cominciato ad osservare ogni piccola cosa, tutto quello che capitava dentro e fuori di me. Ho odiato profondamente l’endometriosi, sentendola una bestia che mi divorava, ma, quando ho compreso che quella bestia in realtà era me, parte di me, una parte imprescindibile, non ho potuto non amarla. Amare lei vuol dire amare me. Si, perché per stare bene occorre inevitabilmente amare di se stessi il bello e il brutto, i pregi e i difetti, la parte sana e la parte danneggiata del proprio corpo. Amarsi è il primo passo per lasciarsi amare!
    Quindi, dopo un iniziale crollo psicologico, giustificato dall’ignoranza che avevo in materia, dalla paura dei cambiamenti, mi sono presa cura di me e della mia coinquilina.
    Ho smesso di combattere contro l’endometriosi con odio, per prendermi cura di lei, e quindi di me, con amore.
    Non accettare la malattia era più faticoso che accettarla!!!
    So che molte donne affette da endometriosi, soprattutto quando questa è sintomatica, come la mia, mentre si piegano in due dai dolori, provano una rabbia infinita, la stessa che ho provato io tante volte fino a che non mi sono chiesta: “ma la mia rabbia a chi è rivolta?”. Le possibilità erano due, o me la prendevo con il padreterno o mi adiravo con quella macchina difettosa del mio odioso corpo.
    Però….quanto ero “incazzata col mondo, il cielo, l’universo!!!”.
    E mentre mi agitavo per i dolori del corpo amplificati da quelli dell’anima, mi son detta: “ che sciocca che sono, ogni volta mi arrabbio, sputo veleno, ma, il dolore ritorna sempre, insieme al dolore la rabbia, ma, quanto male sto facendo a me stessa?”.
    Voglio dire, se devo prendermi cura del mio corpo, che pur essendo, oggettivamente difettoso, ma pur sempre “mio”, devo avere la forza interiore per farlo. Se perdo quella forza, perdo pezzi di me che non potrò rimettere a posto, perdo un giorno per sorridere, un altro per chiacchierare serenamente, un altro per condividere le mie emozioni; questa rabbia mi isola, mi esclude dal mondo, mi fa odiare ogni cosa che possa farmi sentire “malata”, “diversa”.
    <> …mi son detta…<>. Cavolo!! Sono fortunata!! So ridere, sorridere con poco e per tanto tempo e mi emoziono nel vedere una stella!!. Ho l’endometriosi, si….ma ho qualcosa di più importante…ho la vita!
    Si…ho cominciato la mia avventura sorridendo.
    Terry

  5. Questa storia l’ho sentita molto mia, con le divesse sfumature che sanno di personele, ma con lo stesso atteggiamento per cercare di affrontare questa bestia maledetta, quello in primis di volersi bene. Anche se, non credo di averla accettata del tutto, purtroppo, ancora la sfuggo. Non sono ancora pronta a raccontarmi, per me vorrebbe dire guardare in faccia alla realtà e, ancora non mi va giù… volevo una famiglia numerosa, e questa stronza non me lo ha permesso! Per fortuna ho un grande amore che mi sorregge.
    Vanna

  6. Vanna…ognuno di noi ha dei tempi…che sono molto soggettivi, sono arrivata alla consapevolezza dopo 10 anni di malattia e ne ho sofferto tanto, ma, ero sola. Per questo ho iniziato a fare volontariato, perché vorrei che le donne non impiegassero tutto il tempo che ho impiegato io. Con voi, con la condivisione si supera il tunnel molto prima.
    Quando ti sentirai abbastanza forte da raccontarti…noi ti ascolteremo.
    Ps: Mimmo è un grande🙂
    Terry

  7. Ciao ragazze,mi chiamo Anna Orabona e la mia endo- storia inizia tanti tanti anni fa….
    Ho avuto il mio primo ciclo giovanissima,11 anni,(oggi ne ho 40) e da subito ho iniziato a soffrire di mal di pancia terribili, e tutti mi hanno sempre detto che era una sofferenza che “toccava” a tutte le donne.
    A scuola non riuscivo proprio ad andarci in “quei giorni”,avevo sempre,in concomitanza, una sorta di diarrea che,negli anni andava peggiorando…
    .Nel 1996,quando avevo 26 anni ormai ,iniziò il mio vero calvario…La mia migliore amica,infermiera,mi costrinse letteralmente a fare la mia prima colonscopia…Dopo la terribile preparazione conobbi per la prima volta il dolore di una colonscopia completa,fatta da sveglia.Mezz’ora di sofferenze atroci,stritolai la mano della mia dolce amica,mentre piangevo in completo silenzio.Non sapevo ancora che quella sarebbe stata la prima di una lunga serie di almeno 20 colonscopie….Mi fu diagnosticata una fantomatica:procto-sigmoidite-congestizia,cioè fortissima infiammazione al retto,al colon,con afte e ulcere sanguinanti.
    Passarono gli anni tra:pronto soccorso, ospedali,dottori delle strutture pubbliche e private,per poi stabilire che avevo una Rettocolite Ulcerosa,cioè malattia cronica intestinale inguaribile.
    Ho fatto anni ed anni di cure con medicinali fortissimi,cortisone a tutta forza…..Ma i dolori,la diarrea,le perdite di sangue dal retto proseguivano!
    Non sapevo più cosa fare,niente mi faceva star bene. Dimenticavo:sballottolata,nel contempo,da un centro di sterilità all’altro, per cercare almeno di concepire un figlio(sposata da 5 anni),ma mi veniva detto che non avevo problemi di fertilità!
    Finalmente approdai,tramite mio zio di Roma, all’ospedale Tor Vergata e fui subito ricoverata .La bravissima dottoressa Biancone prese subito a cuore il mio caso, e oltre alla colonscopia e il clisma del tenue,mi fece fare ogni sorta di esame….Perchè le ulcere e le afte diminuivano,ma la sintomatologia peggiorava di giorno in giorno …
    Ebbi uno strano prurito vaginale,in quei giorni in ospedale e ,solo per la casualità di questo fastidio,feci la richiesta anche di una consulenza ginecologica….
    Il giorno dopo un primario di ginecologia,venne con tutta l’equipe a fare un giro visita-lezione,e quella fu la mia fortuna: si misero tutti a leggere la mia lunghissima storia medica, e fu soltanto allora nel gennaio del 2005 che sentii per la prima volta queste parole:” ma le hanno mai fatto i markes tumorali,per eslcudere un’ipotesi di ENDOMETRIOSI?”
    Restai di stucco! …Markes TUMORALI…..quello strano nome : ENDOMETRIOSI!
    Credevo fosse giunta la mia ora…….Ero disperata,per la prima volta, in vita mia!
    Non conoscevo il significato di quella parola misteriosa….(mi sono sempre documentata molto per ciò che concerne la gastroenterologia)
    Mi misero in lista d’attesa per una laparoscopia diagnostica…,mi avevano anche detto che probabilmente, era proprio questa malattia che non mi aveva dato la possibilità di concepire un figlio,in quanto la fertilità era intaccata molto dall’endometriosi
    Tornai a Napoli,talmente depressa ,che decisi di trasferirmi a casa di mia madre con mio marito,non avevo la forza di far nulla…..
    Ma ecco che il cielo aveva finalmente in serbo per me il colpo di scena…un miracolo: il mese successivo,del tutto inaspettatamente, ero INCINTA!
    E’ stata la gioia più grande della mia vita,proprio quando tutto sembrava finito,la vita ricominciava a battere dentro di me!
    Pensai non avessero capito nulla lì a Roma!
    Ovviamente la gravidanza non è stata una passeggiata….Otto mesi di ricoveri in ospedale,corse dal ginecologo,iperemesi gravidica(vomito violento anche 15 volte al giorno),mi alimentavano con flebo e vitamine,minacce d’aborto,minaccia di gestosi……e finalmente bravissimo dott.Chiacchio del secondo policlinico(l’unico che si è preso la responsabilità di seguirmi)dopo un mese di ricovero,all’ottavo mese,decide di farmi partorire(pressione sanguigna alle stelle)….e SORPRESA !!!
    …Sotto l’utero c’era una mostruosa cisti gigantesca,ben nascosta,vecchissima! Quindi ebbero grande difficoltà per riuscire a prendere mio figlio….quando nacque io non me ne accorsi(svenivo di continuo),perché il bambino non respirava,la mia migliore amica(che era lì ad assistermi),portò di corsa il bimbo in RIANIMAZIONE……
    dopo qualche secondo sentii un vagito…PIERO ERA NATO!!!!
    Non capivo cosa sucedesse,me lo portarono per un bacio,provai una gioia ed un sollievo che non riuscirei mai a descrivere a parole, posso solo dire che ero felice che lui non fosse più dentro il mio corpo malato!!
    Subito mi operarono, a sorpresa, ben 4 ore di camera operatoria,dopo il cesareo.
    Il mio dottore il giorno dopo mi disse che era stato proprio Dio a volere che questo bambino nascesse,perché lui non aveva mai visto niente di più brutto nell’addome di una donna!!!
    Tornai a casa davvero felice,credevo oramai di non avere più nulla,soprattutto , sapevo che non avevano mai capito nulla i dottori:non avevo la rettocolite ,né il Crohn,ma soltanto l’endometriosi…ed ora ero GUARITA!
    Per ben 3 anni di mia iniziativa,sospesi tutte le medicine ed allattai con gioia il mio meraviglioso bambino!
    Non ebbi più mal di pancia,ricominciai a vivere come tutte le persone sane e felici di questo mondo….
    Ma non sapevo che la BESTIA era in agguato!
    Appena smisi di allattare mio figlio,incominciai ad avere qualche mal di pancia con diarrea… e man mano che il tempo passava,io ricomicavoi a soffrire….
    Era l’estate del 2009 e i dolori erano forti…….anzi questa volta la situazione era notevolmente peggiorata: non ebbi più la forza di andare al lavoro.
    Tornai a Roma e fui rimproverata dalla dottoressa per aver smesso di assumere i farmaci di mia iniziativa.
    Ricominciai le cure-bombe,le analisi ; mi fecero ogni sorta di esame:colonscopia,(tre nel giro di due mesi),clisma del tenue, clisma opaco, colonscopia virtuale,e mi consigliarono di ricontrollare l’endometriosi.
    Andai,allora, in una clinica privata della Campania e subito disposero un intervento d’urgenza),visto il mio stato di salute :perdevo molto sangue e avevo perso molti chili.
    A novembre mi operarono:avevo vari miomi e una cisti di endometriosi IV stadio!Ma il dottore disse che non era una cisti così grave da giustificare tutto il mio malessere,quindi il problema restava il mio morbo di Crohn ,cioè l’intestino!
    Tornai nuovamente a casa carica di tanti interrogativi
    Mi attendevo però almeno un po’ di benessere,visto che da più di un anno non uscivo più di casa,anzi non uscivo più dal bagno…..
    E invece NO! Al primo ciclo dopo l’intervento ripresi a stare male,male, male ,male…….
    Sangue e feci ,ecco oramai cosa vedevo tutto il giorno. A volte sono rimasta seduta in bagno per 48 ore di seguito….
    Un altro anno di esami,visite ,addirittura l’ambulanza …..
    Finalmente,dopo un’ entero-risonanza-magnetica, ch evidenziava la presenza di una massa anomala nel derma del sigma, la dottoressa Biancone decise di farmi recidere il Sigma(intestino), e nel novembre scorso(2010),ho avuto la conferma che l’incubo della mia vita si chiama soltanto ENDOMETRIOSI ( al IV stadio)!
    Ora sono ancora in fase di ripresa,ma,grazie all’aiuto di Dio ce la farò !
    Sono stata presa in cura finalmente dal Dottor Pellicano del II Policlinico di Napoli,specializzato proprio in infertilità ed endometriosi.Sono in terapia con l’analogo,l’Enantone,quindi in menopausa,per alcuni mesi….poi si vedrà.Non so se riuscirò a riavere la mia vita,la mia serenità,un fratellino per il mio piccolino….Ma l’unica cosa che so è che…….Ce la farò!
    Ce la farò per me , per mio figlio ,per i miei cari e……. per informare il mondo che esiste questa malattia che si chiama ENDOMETRIOSI ,che va conosciuta e va combattuta con tutte le forze che ogni donna sa di avere dentro di sé!

  8. Eccomi…per chi nn mi conoscesse ancora, mi chiamo Giusy ho 24 anni sono Siciliana ma vivo a Roma.
    Dunque posso dire che la mia endometriosi e’ nata il giorno in cui ho avuto la prima mestruazione era ilgennaio del 1999,quel giorno nn lo dimentichero’ mai e’ stato l’inizio del mio calvario,sono stata malissimo e ricordo che mia madre mi rassicurava che era tutto normale e kon il tempo dentro me mi ero convinta che fosse cosi’ xke’ vedevo ogni mese la sua sofferenza uguale alla mia.
    Tutti i mesi a letto per almeno 5 giorni, mi ricordo che se capitava che mi veniva a scuola i professori mi portavano al pronto soccorso e finivo puntualmente per vomitargli in macchina…che umiliazione!!!
    Cosi un giorno mia mamma all’eta’ di 13 anni mi porto’ dalla sua ginecologa che non potendomi visitare mi diede la pillola anticoncezionale x regolarizzare il ciclo,cosi inizio la pillola e la prendo fino ai miei 18 anni …i dolori erano diminuiti in un primo momento poi con il tempo e’ peggiorato tutto e nonostante la pillola i miei cicli erano terribili.
    Il 9 gennaio del 2003 viene a mancare mio padre un dolore ad oggi indescrivibile e quando tutti i mesi correvo al pronto soccorso dai dolori mestruali terribili nessuno mi ascoltava e dato che sapevano ke mio padre era venuto a mancare da poco ,su tutte le cartelle del pronto soccorso ci mettevano sopra crisi di panico dovuto a recente lutto.
    Dopo la morte di mio padre mi trasferii in Toscana ,lavoravo di notte in una pasticceria e tutti i mesi era un problema visto le mie assenze,finche’ una notte del dicembre del 2007 ero al lavoro con il ciclo stavo malissimo mi sentivo un peso a basso ventre come se mi dovesse scoppiare tutto da un momento a un altro ,mi girava la testa ricordo vagamente di aver detto alla mia titolare aiutami sto male e sono svenuta in una pozza di sangue.
    Portata di corsa al pronto soccorso ,prepararono d’urgenza la sala operatoria mi era esplosa dentro una cisti ovarica!!!!
    Quando mi svegliai accanto a me c’era la mia mamma e il medico che mi aveva operato e mi disse” ci hai fatto prendere uno brutto spavento ma stai tranquilla era una stupida ciste ovarica,succede alla maggior parte delle donne averle”…al sentir di quelle parole mi tranquillizzai e dopo circa 4 giorni tornai a casa…il problema pero’ era che nn stavo x niente bene anzi pure peggio ;ma stavo con la convinzione ke era dovuto allo strapazzo dell’intervento.
    15 giorni dopo pero’ qualcosa non andava bene,dissi a mia madre di portarmi nuovamente al pronto soccorso perche’ avevo dei dolori lancinanti e cosi’ fu,arrivati nel reparto fatalita’ mia madre becca proprio colui ke mi aveva operato e subito dopo la visita disse a mia madre che dovevo essere operata d’urgenza e che mi avrebbe fatto un isterectomia totale perche’ in corso c’ era una forte setticemia.
    Mia madre ne frattempo ke mi preparano x la sala operatoria corre dal mio medico di famiglia e gli racconta tutto e quel medico ke mi ha salvato da quell’intervento disse a mia madre di mettere firma e portarmi via subito e cosi’ fu…uscita da quell’ ospedale ad aspettarmi fuori c’era proprio lui…il medico di famiglia che mi porto’ a casa di un ginecologo suo amico.
    Rikordo ke questo signore mi visito’ nella sua casa si mise le mani ai capelli …ki mi aveva operata aveva solo aspirato la ciste lasciando li il resto e mi si era formata dentro una palla piena di pus …la stessa sera fui ricoverata nell’ospedale dove esercitava e l’indomani il secondo intervento laparoscopia x una bella ripulita e x la prima volta il suono nelle mie orecchie di quella parola…ENDOMETRIOSI si endometriosi 4 stadio.
    Nella mia testa pensavo a ripensavo a questa parola e quando mi spiego’ di cosa si trattasse ho tirato su le somme di tutti quegli anni dove mi sentivo pazza ,dove mi dicevano crisi di panico insomma mi ero resa conto x la prima volta che non ero pazza!!!!
    Mi riprendo dal secondo intervento sto sotto enantone per 3 mesi wow sto bene nn ho piu’ dolori riesco a mangiare bene tutta un altra storia….si per 3 mesi!!!! finito l’enantone punto e a capo erano tornati i dolori cosi’ mi precipitai a fare subito un ecografia e tadan 3 belle cisti endometriosiche dove la piu’ piccola era di 7 cm e 2 noduli setto retto….quindi terzo intervento in 9 mesi,era luglio del 2008.
    Uscita dalla sala operatoria il doctor mi disse ke aveva pulito tutto che le cisti e i noduli erano stati asportati…ma che doveva essere sincero e mi ha consigliato di cercare uno specialista perche’ lui nn era piu’ in grado di gestire la situazione (menomale almeno lo ha detto e gliene saro’ grata sempre) quindi ancora enantone e mi riprendo piano piano…
    Nel frattempo mia sorella aveva realizzato il suo sogno di diventare infermiera professionale e fu trasferita al nord alle porte di Lecco e dopo un po’ di mesi ke ormai stavo meglio decisi di andarla a trovare e mentre passavo tranquilla la notte di fine anno insieme alla mia famiglia ecco che mi risuccede …stavolta l’ho riconosciuta subito e’ lei !!! quindi pronto soccorso ginecologico ,mi trovo di fronte una dottoressa molto preparata a riguardo sa cos’e’ l’endometriosi!!! e mi dice che proprio in quella struttura a giorni sarabbe nato proprio un centro specializzato.
    La mia situazione nonostante i 3 interventi era disastrosa cisti e noduli da tutte le parti x laprima volta sento parlare di visite come il clisma opaco,la risonanza con contrasto,colonscopia ,tutte cose nuove x me che ne frattempo stavo malissimo…decido di rimanere nel frattempo prendo casa e trovo lavoro stavo prendendo posizione….si prendendo xke’ quando la stavo per prendere arriva la decisione dei medici del 4 intervento .perdo lavoro io a causa del’intervento in arrivo e lo perde anke il mio ragazzo che lavorava tramite interinale…nonostante tutti i problemi entro x la 4 volta in sala oparatoria e prima di addormentarmi mi ricordo che dissi al prof che mi seguiva “cmq vada non levatemi niente” lui mi guardo’ mi sorrise e mi disse di stare tranquilla che sarebbe stato tutto un brutto ricordo….e aveva ragione xke’ quel brutto ricordo lo portero’ sempre con me ….uscii dalla sala operatoria con una tuba e un ovaio in meno ,quando mi diedero la notizia mi sn sentita morire…avevo perso tutto oltre ai miei organi anke lavoro e casa e la possibilita’ di avere un figlio la vedevo sempre piu’ lontana.
    Con il mio ragazzo lasciammo casa ci trasferimmo a roma sua citta’natale lui qui ha casa sua e ricordo che mi disse nn preoccuparti li abbiamo casa anche se lavoro solo io in qualke modo faremo e poi a Roma dovra’ pur esserci un professore che se ne intende …insomma mi sn fatta convincere …cosi’ destinazione roma.
    Avevo tolto giusto qualke giorno prima di partire i punti di sutura eppure quei dolori che ricominciavo a sentire io li conoscevo benissimo…cmq sia seguo la terapia x 3 mesi e’ settembre del 2009 con l’enantone sto bene e mi trovo un lavoretto in un bar ,anke se quelle fiitte quando arrivavano erano delle pugnalate al cuore e da li la decisione di trovare un centro specializzato ma un VERO centro specializzato ero arrivata alla fine del tunnel ero depressa avevo preso 50 kg nel giro di un anno io ke di kili ne pesavo 45….comincia la mia ricerca mi trovo davanti un ginecologo molto conosciuto per la cura dell’endometriosi e prendo appuntamento x una visita con lui.
    Mi ricevette in ospedale,entrai nel suo studio nn faccio in tempo a mettere tutte le mie cartelle sulla sua scrivania ke mi disse…lei ha l’endometriosi? io risposi si ,e lui..allora deve ssere sicuramente operata… 0.o rimasi sconvolta gli dissi mi scusi ma lei nn ha nemmeno letto un singolo foglio che mi riguardi …e lui..si e’ vero ma se hai l’endometriosi devi essere operata …cosi gli strinsi la mano lo salutai educatamente e me ne andai…mi sn detta dentro me cominciamo bene…!!!
    Continuai la mia ricerca e trovai grazie anche ad una mia amica conosciuta virtualmente con lo stesso problema che in quei giorni si sarebbe svolto un simposio proprio sull’endometriosi a castel sant’angelo a roma e li mi sono detta quale altro posto migliore x trovare un professore competente?
    E fu proprio li che conobbi il mio angelo si ,un angelo…un professore ,l’unico che quando entrai per la prima volta nel suo studio mi fece parlare e parlai tanto tanto gli raccontai tutto quello che avevo passato e non credevo ai miei occhi….MI STAVA ASCOLTANDO!!!! seguii poi circa un’ora di assoluto silenzio mentre si leggeva tutte le mie cartelle cliniche foglio per foglio pezzo per pezzo.
    Poi la visita ,una delicata visita nn ero messa proprio bene…quando gli feci la fatidica domanda “avro’ mai un bambino?fu il primo a non promettermi niente…la sua risposta fu “vedremo abbiamo un cammino lungo da fare insieme e lo vedremo con il tempo…per prima cosa devi stare bene tu” rimasi a bocca aperta!!! mi mise in terapia e nel giro di qualke settimana stavo gia’ bene nonostante avessi noduli e cisti da tutte le parti e uno anke all’intestino, iniziammo a programmare l’intervento il primo vero e serio intervento da fare cosi’ dopo mesi di terapia anche se con qualke dolorino arrivai in sala operatoria tranquillissima e tutti quei chili presi li persi nel giro di sei mesi da 97 a 55 kg con tranquillita’ si era il mio 6 intervento ma ero tranquilla.
    Il 23 marzo 2010 al policlinico Gemelli di roma entro in sala operatoria e’ stato un intervento lunghissimo e quando uscii dalla sala operatoria per la prima volta tutto era andato bene tutto era stato eradicato e la resezione intestinale con il nodulo all’intestino era stata scongiurata xke’ sono riusciti a raggiungerlo senza il bisogno della resezione.
    Fu scongiurata si ma di quel maledettissimo nodulo ne era rimasto un frammento ,mi dissero da subito che se mi avesse dato fastidio avrai dovuto toglierlo,dopo l’intervento le mie percentuali di maternita’ si erano alzate molto cosi’ mi fu dato un anno di tempo per cercare di avere una gravidanza…un anno fatto di speranze di ecografie e monitoraggi 12 mesi di speranze finite tutte le volte che si presentavano le mestruazioni tutti i mesi e i miei dolori e problemi intestinali hanno ricominciato a farsi sentire con occlusione intestinali e cicli mestruali dove avevo anche le perdite rettali… fatte le visite e accertamenti e’ saltato fuori che oltre al vecchio e famigerato nodulo ,ce n’e’ un altro al retto infiltrato alla muscolatura e uno in vagina,mi e’ stata diagnosticata l’adenomiosi leggera …. cosi’ d’accorso kn il mio super prof la decisione del 7 intervento ,stavolta con resezione intestinale,esattamente tra 20 giorni,ho un po’ di ansia ma so che sara’ una liberazione…ho paura ma so che ad attendermi c’e’ la mia vita e la voglia di ricomnciare ancora una volta tutto d’accapo.
    Perdonatemi x il modo osceno di esprimermi ma ankora oggi ,quando racconto la mia endometriosi mi tremano le mani oltre al cuore…
    _Giusy_

  9. STORIA DI DEBORA
    La mia sofferenza è iniziata molto tempo fa di anni ne avevo 16 e proprio allora mi sono fidanzata con il mio attuale marito Sandro, avevo sempre forti dolori durante il ciclo e soprattutto durante la defecazione, dolori molto forti che mi rendevano molto pensierosa ho iniziato con i miei genitori a consultare medici, a 17 anni una colonscopia (negativa) e un intervento di appendicite, e il primo ginecologo ma niente non avevo niente (secondo i medici) a 20 anni niente era cambiato allora ho consultato il mio primo ginecologo tutto negativo ma io stavo molto male durante il ciclo.
    La scuola, le uscite con gli amici ed il mio fidanzato in disconteca le prime vacanze tutto con l’incubo di stare male ma non mi arrendevo facevo sempre tutto lo stesso perchè i medici continuavano a dirmi che non avevo niente e intanto inizio a prendere la pillola anticoncezionale per avere rapporti protetti andavo spesso dal ginecologo perchè mi sembrava strano avere questi forti dolori durante il ciclo e durante la defecazione ma avevo sempre le stesse risposte “è tutto ok è una cosa normale avere questi dolori durante il ciclo e quindi io andavo avanti, sempre a 20 anni dopo poco dal diploma il mio primo lavoro ed è stata molto dura ma sono andata avanti ho iniziato a convivere con questo dolore di cui non si conosceva la causa, la cosa più brutta erano gli attacchi itestinali avevo stimoli con forti dolori ma non riuscivo ad andare in bagno e dopo ore di dolori riuscivo ad andare in bagno e lavoravo distante dalla mia abitazione quindi ero 14 ore fuori di casa…e la vita andava avanti ormai era la normalità per me ne parlavo con i miei genitori con i miei colleghi, amici ma ormai nessuno tranne la mia famiglia non mi ascoltava più nessuno.
    A 30 anni cambio ginecologo che mi opra per una cisti di endometriosi all’ovaio sinsitro e li per la prima volta ho sentito parlare di endometriosi senza però sapere cosa fosse i medici mi dissero che eran adnato tutto bene e che avevo aderenze all’intestino e che erano quelle che mi procuravano i forti dolori ma dopo nemmeno due mesi dall’intervento e controlli ogni sei mesi che mi costavano 150.000 lire a volta e analisi su analisi la situazione era sempre la stessa dolori e dolori e il ginecologo mi diceva di stare tranquila che avrei avuto tutti i figli che volevo
    Cambio lavoro a 32 anni e scelgo un lavoro part time per nonstare fuori di casa 14 ore non ce la facevo proprio vado a lavorare come impiegata in studio legale e parlo della mia storia ad una cliente che mi raccomanda un medico a Parma e li la sentenza endometriosi molto severa e profonda e mi consiglia di adnare subito al centro di Negrar li mi fanno day ospital eco addome, clisma opaco e risonanza e una laparoscopia diagnostica: cisti in tutte le ovaie tube chiuse da tenaci aderenze, aderenze al tratto retto sigma dell’intestino ma siccome cercavo una gravidanza non mi hanno fatto la resezione intestinale.
    A 33 anni mi sono sposata ed ho iniziato subito a cercare una gravidanza me niente allora mi sono rivolta nuovamente al medico di Parma specialista insterilità e ho iniziato il percorso per la prima fivet ma nonstante le stimolazioni le ovaie non funzionavano mi hanno prelevato un ovocita ma non fecondabile, dopo 6 mesi seconda fivet ma idem come la prima e quindi nessun trnsfer embrionario, il medico ci consiglia ovodonazione in un centro inSpagnia perchè vietato in Italia.
    A 35 anni affrontiamo anche il perorso dell’ovodonazione costo 15.000 Euro donatrice pronta per il prelievo e gurda gurda 3 soli ovociti fecondati ma solo un embrione impiantato nell’utero e dopo 15 giorni analisi per vedere se ero incinta, rislutato negativo.
    Dopo qualche giorno vengo contattata dal centro in Spagna che mi offre visto l’insuccesso del primo tentativo un secondo tentativo a metà prezzo 7.500,00 Euro accettiamo questa volta la donatrice ha prodotto 6 ovociti fecondati ma solo un embrione anche questa volta, io ero talmente arrabbiata che volevo rifiutare il trasferimento nell’utero ma poi lho fatto dopo 15 giorni risultato negativo, siamo stati 15 giorni la prima volta e 20 giorni la seconda in Spagna a spese nostre insomma in tutto soldi spesi 25.000,00 Euro ma niente lavorando in uno studio legale ho anche cercato i far valere le mie ragioni ma il centro sostiene che dopo due tentativi e due donatrici diverse l’unico fattore che accomuna i due tentativi è il liquido seminale di mio marito secondo loro i suoi spermatozoi si fecondano ma hanno vita breve e questa cosa non si può vedere da nessun esame perchè la sterilità nell’uomo e molto difficile da dimostrare, non ce la siamo sentiti di intentare una causa in spegna.
    Dopo le stimolazioni ovariche e tutto il resto la malattia era andata avanti i dolori semre più forti e le continue occlusioni intestinali stimolo di andare in bagno dolori atroci ma niente usciva dall”intestino dopo tre o quattro ore di dolori atroci riuscivo ad andare in bagno questi dolori erano incontrollabili cioè mi venivano anche al lavoro o quando ero sul mezzo pubblico per andare o tornare dal lavoro e li si che mi spaventavo parecchio.
    A 38anni inizio il percorso per l’adozione e a 40 anni otteniamo il decreto di idoneità all’adozione (dopo due anni di trafile burocratiche e di visite con psicologi e anche medici perchè in Tribunale volevano vederci chiaro sulla mai malattia, ricordo un giorno ravamo stati chiamati da un giudice che voleva essere certo che la mia malattia mi facesse fare una vita normale quel giorno mi sono molto arrabbiata e ho detto al giudice: sig. giudice ho la malattia da quando avevo 16 anni non ho ricevuto mai dallo stato italiano nessun aiuto ne economico ne piscologico ho sempre lavorato ho una casa e un marito accidenti se non fossi in grado di crescere un foglio allora lo stato mi dovrebbe dare anche una pensione.
    A 41 anni e precisamente l’8 ottobre 2010 intervento radicale per occlusione intestinale, uqando i medici hanno aperto il mio addome la situazione era molto diversa da quella scritta negli esami che avevo eseguito da poco, l’utero era pieno di adenomiosi ed era aderente al retto sigma e all’ovaio di sinistra, l’ovaio di destra irriconoscibile era scoppiato e fintito dentro le tube che erano devastate insomma la mia pancia era piena di endometriosi, resezione intestinale, isterectomia totale tolte ovai e tube.
    Ora di anni ne ho 42 e sono in menopausa chirurgica, non più dolori dall’intervento la mai pancia è ok l’intestino è molto pigro.
    La menopausa all’inizio era ingestibile vampate pazzesche, confusione mentale, deconcentrazione, sonno inesistente agitazione totale cioè tutti quegli effetti collaterali che avevo con la monopausa farmacologica non sono ingrassata e non sono gonfia per ora, ho fatto la MOC e il risultato non è stato il massimo: osteopenia con percolo di rottura delle ossa, per il momento assumo solo vitamina d e calcio, non faccio terapia sostitutiva con Livial perchè la malattia potrebbe risvegliarsi se vi fossero rimasti piccoli focolai, i farmaci presi per tutti questi anni mi hanno procurato anche calcoli alla colecisti e reflusso gastro esofageo, sto valutando la terapia con i fitoestrogeni ma ho paura anche di assumere quelli ora andro a visita da una dottoressa che si occupa di problemi legati alla menopausa.
    Per l’adozione ho fatto il rinnovo dei tre anni ma per ora niente nessun cenno da parte del Tribunale.
    Questa è la mia storia ho sofferto molto fisicamente ma senza mai lamentarmi perchè sono consapevole del fatto che ci sono malattie peggiori della nostra che non danno speranze e noi alla fine si soffriamo molto ma non abbiamo i giorni contati riusciamo ad avere una vita normale sono stata fortunata perchè la malattia non mia ha colpito le vie urinarie per 10 anni ho fatto eco ai reni ed uretere e questo mi ha aiutato, per 25 anni ho preso la pillola con qualche rara sospensione soprattutto negli ultimi anni.
    Devo ringraziare i medici che mi hanno oprata e seguita in questi ultimi hanni hanno fatto un ottimo lavoro.
    La mia sofferenza più grande che non riesco a superare e che mi porterò per sempre dentro è non essere diventata mamma non aver dato un figlio a mio marito quanto soffro per questo, sentire una vita che cresce dentro di me credo che ogni donna dovrebbe provare questa gioia o perlomeno dobrebbe essere libera di decidere se provarla o no ma non è così io non avuto la possibilità di scegliere.
    Vado comunque avanti e cerco di trovare altri interessi cose che mi fanno stare tranquilla non voglio e nn posso voltarmi indietro ho rimosso tutto vado solo avanti.
    Sto scrivendo la mia storia e sto piangendo credo che sarà l’ultima volta che lo farò mi fa troppo male.
    Voglio dire a tutte le donne che leggeranno la mia storia di rivolgersi ad un centro specializzato per evitare problemi di sterilità, aderenze ad altri organi importante per il nostro corpo, so che ci sono casi di endometriosi molto difficili da diagnosticare da tenere sottocontrollo anche con quelle poche cure che sono solo pagliative, comunque rivolgersi ad un centro specializzato fa la differenze e dico senza peli sulla lingua che io son diventata sterile a causa di medici incompetenti.
    Grazie a tutte per avermi letta, la mia stoira non è molto diversa dalla vostra ed è per questo che ci vogliamo così bene che ci comprendiamo e sosteniamo ed è per questo che il vostro dolore è anche il mio.
    Ringrazio mio marito Sandro, mia madre, mio padre, mio fratello, mia cognata, zii e cugine soprattutto Monica, i mie suoceri i miei congnati che ci permettono di dividere con loro la nostra adorata nipotina, i miei amici soprattutto Monica che mi sono stati vicini in tutti questi lunghi anni, e vi voglio un modo di bene.
    Debora

  10. Giusy tesoro.. come ti capisco! cerca di stare il più tranquilla possibile, come sai anche io poco tempo fa ho affrontato la mia settima operazione e proprio di resezione intestinale e aspiortazione del retto… fatti forza, io ti sono vicina. ti abbraccio forte forte

  11. Ciao a tutte
    io mi chiamo Eleonora, ho 30 anni e da 7 ho capito cosa causava e causa in me tanto dolore e tanta sofferenza, la nostra “cara amica” Endometriosi (IV stadio),
    ho aspettato un po’ a scrivere, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per mancanza di “ispirazione” e coraggio di rivivere tutto il percorso dalla scoperta ad oggi, 7 interventi (1 in laparotomia e gli altri 6 in laparoscopia) alle spalle ormai….
    Non so bene come iniziare, ma penso che scriverò di getto così come mi viene, preparatevi perché sarà abbastanza lunga … Io da quando ho iniziato ad avere il ciclo (14 anni) ho avuto sempre dolori fortissimi, ma mi è sempre stato detto che era “normale” e mi hanno subito imbottito di antidolorifici, non ricordo bene quando (se già prima del ciclo o poco dopo) ho iniziato a soffrire di afte in bocca, ma me ne venivano a gruppi di 4/5 alla volta che non riuscivo a parlare ma nemmeno a bere (avevo troppo dolore, mi scendevano le lacrime dagli occhi da sole)… da lì è iniziato il mio vagabondare per ospedali per capire cosa potesse causare questo problema.. non ti faccio l’elenco degli Ospedali ma credo di averli visitati quasi tutti a Roma e alcuni in giro per l’Italia, ma in nessuno si è trovata una causa né tantomeno una soluzione.. Intanto gli anni trascorrevano tra comparse di afte ormai incessanti e dolori che si facevano sempre più forti, dolori addominali che non mi permettevano di camminare, dolori mentre urinavo e defecavo, dolori durante i rapporti, stanchezza che ormai si era impadronita di me, voglia di fare (che prima non mi mancava mai) che ormai mi aveva abbandonato … In una delle varie visite dal ginecologo “di famiglia” nel 2004, credo più per non sentirmi sempre dire che stavo male che per altro, mi ha fatto fare un’ecografia ed è uscito fuori che avevo una ciste enorme sull’ovaio sinistro, la settimana dopo ero in sala operatoria, mi ha operata in laparotomia (eh già ho un bel segno sul pancino.. manco Zorro avrebbe fatto di meglio!) mi ha tolto la ciste per fortuna ricostruendo l’ovaio sinistro, solo che dopo l’operazione è entrato in camera con una faccia tesissima, mi ha preso la mano e mi ha detto che quando mi hanno aperto per l’operazione, hanno visto che il mio utero è un “utero bicorne” e in più hanno trovato tutto l’addome invaso da focolai di una malattia chiamata”ENDOMETRIOSI”, lui ha tentato di spiegarmela, ma mi ha anche detto che lui non aveva la conoscenza adatta per seguirmi in questo iter che dovevo iniziare, mi ha dato l’Enantone per 6 mesi e mi ha consigliato di andare in un Centro specializzato.
    Appena sentito ciò mi sono attaccata al pc per capire che cosa era questa endometriosi, ma purtroppo ancora non c’era scritto molto, ho iniziato a girare molti Ospedali o “Centri Specializzati” ma inizialmente è stato un disastro, non inserirò nomi per discrezione, ma sono andata da certi “Medici” che sarebbero da denunciare, inizialmente mi hanno rimesso in menopausa per altre due serie di 6 mesi, un’altra volta con Enantone e la terza con Decaptetyl … naturalmente senza risultati, e io continuavo a stare male, anzi peggio i dolori erano aumentati e diventati ancora più feroci e non si limitavano al momento del ciclo ma praticamente erano sempre presenti. Una volta incontrai su internet una ragazza affetta anche lei da Endometriosi che mi consigliò di andare dal suo medico che a sua detta era bravissimo, ormai con poca fiducia e pochissima speranza presi appuntamento con lui e ci andai.. è stato l’incontro che mi ha fatto aprire gli occhi su un nuovo modo di approciarmi alla malattia, finalmente c’era qualcuno che riusciva a capirmi, a “credermi”, abbiamo iniziato a fare tutte le analisi ed esami possibili, ma anche a sua detta stranamente non si vedevano focolai di endometriosi, ha provato a darmi varie pillole, ma non funzionava nulla, allora ha deciso di sottopormi ad una laparoscopia diagnostica, ne è uscito fuori che ero strapiena di sti minuscoli bastardissimi focolai, ma così piccoli che le varie Tac e Risonanze Magnetiche non riuscivano a “vederli”, ma io ne avevo gli organi pieni.. Allora ha deciso che dovevamo intervenire massicciamente, mi ha fatto andare da un medico fantastico di fama mondiale che opera a San Francisco e mi sono operata lì, mi ha ripulita il più possibile (5 ore e mezza di intervento) ma purtroppo in alcune zone non è riuscito ad intervenire perché “troppo delicate” quindi mi ha dato come cura la pillola continuativa da prendere per sempre, o meglio finchè non avrei deciso di provare ad avere un bimbo (e avrei dovuto iniziare la trafila di controlli, esami e probabilmente un’operazione per l’utero bicorne). Tutto questo accadeva nel Gennaio 2008, tornata a casa fiduciosa che almeno per un po’ l’endometriosi mi avrebbe lasciato in pace ho iniziato la cura e ho provato a riprendere la mia vita normale, cosa che purtroppo non sono riuscita a fare, devo dire che inizialmente i dolori erano blandi e anche le afte mi avevano lasciato in pace, ma l’idillio è durato pochi mesi.. ho riniziato subito dopo l’estate ad avere dolori sempre più forti e sono ricomparse le afte, abbiamo cambiato pillola, ma niente, nel frattempo ho dovuto subire altri due interventi, uno per un raschiamento perché avevo un emorragia continua da più di 20 giorni e un altro per dei polipi che si erano spappolati e mi stavo per giocare l’utero! E sono a 5 operazioni..
    La situazione è sempre continuata tra dolori forti e disagi vari, anche se prendevo la pillola continuativa, ho rifatto altri esami dai quali come al solito non si evinceva nulla di particolare e quindi non sapendo cosa fare ho tirato avanti così, finchè settembre scorso non ce l’ho fatta più, la mia vita era diventata un incubo, sempre gonfia, dolorante, stanca e debole ancor prima di alzarmi dal letto la mattina, con dolori che non mi lasciavano mai, ho iniziato a riparlare bene con il mio ginecologo, alla fine ha deciso di farmi fare una laparoscopia diagnostica a gennaio (2011) da lì è uscito fuori che l’intestino il retto erano ormai compromessi, dopo varie titubanze anche dei medici (poiché le parti in causa erano particolarmente delicate e l’intervento non sarebbe stato semplice)a marzo hanno deciso di procedere con l’intervento di resezione intestinale e asportazione dell’intero retto, mi sono fatta ste 7 ore di intervento e ora mi sto riprendendo, la degenza e il post operatorio non sono stati semplici, è stata veramente dura, non pensavo così tanto, ma con determinazione la forza che mi hanno dato i miei, e tante splendide amiche ora sto meglio e mi sto riprendendo del tutto.
    E’ dura e difficile a volte convivere con questa malattia, perché è infida e non ti lòascia mai in pace, ma non deve prendere il sopravvento perché nonostante tutto io so di essere più forte, devo esserlo! E questo lo devo a me stessa ma anche a tutti coloro che mi vogliono bene mi sono stati e mi stanno accanto, come il mio papà che mi ha sempre portata ovunque per capire cosa avevo, che mi è stato accanto durante tutte le operazioni (anche quella in America) che anche se è terrorizzato per questa cosa non me lo ha mai dato a vedere, alla mia mamma che anche se è terrorizzata e non riesce a nasconderlo, ma mi sta accanto a modo suo, il mio attuale compagno (e spero per la vita) che non mi lascia mai sola ed è sempre pronto a sorreggermi e coccolarmi, e alle mie nuove splendide amiche che ho conosciuto con le quali mi sento libera di poter dire quello che provo e che sento perché so che possono veramente capirmi.
    Voglio finire così, con un messaggio a tutte le donne affette da questa malattia, è vero, non se ne parla molto, siamo poco considerate anche dal Sistema Sanitario Nazionale, molta gente a cui diciamo che siamo affette da Endometriosi dicono “Endo che?”, alcuni a cui ne parli sembra che gli stai parlando in una lingua incomprensibile o peggio ti dicono “bè ma è normale avere dolori” oppure” c’è chi sta peggio” certo c’è chi sta peggio, ma c’è anche chi sta meglio e non si sforza di capire chi come noi ha un dolore profondo che ci logora sia fisicamente che psicologicamente.. ma Noi dobbiamo essere più forti di tutto, della malattia e delle difficoltà! Io so che Noi siamo donne Speciali con tanta grinta e tanta voglia di stare bene nonostante tutto, quindi Non Molliamo Mai!!!
    Insieme si può!!
    Vi abbraccio

  12. Salve , anche io come tante di voi dopo due gravidanze tranquille ,una a 24 e l’altra a 29 anni e con ciclo mestruale regolare e preciso ,solo qualche dolore il 1° e 2° giorno, a 44 anni ho scoperto una cisti endometriosica all’ ovaio sinistro e conseguente endometriosi.Operata in laparoscopia mi viene asportato l’ovaio e la tuba per aderenza. Da quel momento pillola anticoncezionale per tenere sotto controllo l’altro ovaio .Tutto ti cambia , ti domandi cosa è successo.. perchè…Da quel momento tante ansie che coinvolgono anche chi ti è vicino!( nel mio caso marito e figlie) Comunque mi ritengo fortunata per l’età in cui si è manifestata .Sono con voi e credo che bisogna parlarne di più. Saluti-Loredana

  13. ciao a tutte, cercherò di raccontare la mia, o almeno le cose che mi ricordo perchè quando mi capitano cose spiacevoli tendo a dimenticarle. Credo di avere l’endometriosi da quand’ero ragazzina (adesso ho 25 anni) perchè quando mi veniva il ciclo avevo sempre dei dolori atroci, gridavo e piangevo ma tutti mi dicevano che era normale e dato che la mia salute è sempre stata cagionevole anche a causa di varie allergie che ho, gli ospedali li ho frequentati molto ma mai nessuno ha provato a fare accertamenti su questi dolori, anche quando li avevo mentre ero ricoverata all’ospedale, al limite mi davano una bustina di oki o mi facevano una puntura. Ho iniziato a prendere la pillola a 18 anni e ne ho cambiate molte, ho preso anche il cerotto ma quando mi veniva il ciclo era sempre comunque un dramma. La prima volta che qualcuno mi ha parlato di endometriosi è stata una dottoressa alla guardia medica, ero lì per una delle mie solite tonsilliti e visto che c’ero le ho parlato di una specie di cisti che mi era cresciuta di recente sotto cute nell’inguine e che si gonfiava tantissimo quando avevo il ciclo, mi faceva talmente male quando si gonfiava che non potevo neanche camminare, dovevo stare seduta o sdraiata immobile e anche solo un colpo di tosse,uno starnuto o un movimento piccolissimo era come una coltellata. Lei mi ha subito detto che poteva essere una cisti da endometriosi e che dovevo fare un’ecografia. Per prenotare questa ecografia c’è voluto non so quanto perchè a quanto pare nessun ospedale faceva ecografie inguinali sottocutanee (O_o) alla fine sono riuscita a fare questa benedetta ecografia e la dottoressa mi ha confermato il sospetto dicendomi che era quasi certa che fosse endometriosi e scrisse nel referto che era meglio fare una biopsia per sapere di che natura fosse e in seguito era necessario l’intervento per toglierla. Visto che a breve dovevo andare a fare una colposcopia il giorno dell’esame ho fatto vedere l’ecografia alla ginecologa chiedendole un parere e delle informazioni riguardo questa malattia ma lei molto scocciata mi disse che il mio problema era dermatologico e che non era di sua competenza e che se volevo avere informazioni su una malattia che neanche mi riguardava dovevo rivolgermi a un centro specializzato. così mi sono rivolta a una ginecologa privata che mi ha detto che dati i sintomi e l’ecografia era sicuramente endometriosi e che potevo curarla prendendo il cerotto senza interruzioni così da non farmi venire il ciclo, mi disse che era un problema molto diffuso e non grave e che bastava fare qualche altra ecografia per tenerlo sotto controllo mentre la cisti bastava toglierla con un piccolo intervento in anestesia locale.io nel mentre mi informavo su internet perchè alla fine nessun medico mi aveva mai parlato del problema in modo esauriente e quando andai dal chirurgo per la visita mi disse che la cisti era diventata molto piccola e non valeva la pena operarla anche perchè mi sarebbe rimasta la cicatrice inutilmente e avrebbero dovuto scavare togliendo tessuto sano. Nel mentre i problemi aumentavano perchè i dolori non mi venivano più durante il ciclo dato che per la mia gioia non ce l’avevo più ma mi venivano comunque quando avevo rapporti, quando avevo lo stimolo di andare in bagno e anche solo quando mi sedevo a volte. Quando andai all’ospedale dove dovevano farmi l’ecografia tridimensionale transvaginale è stato un momento spiacevole perchè mi dissero che prima di questa ecografia dovevo fare una dieta specifica di qualche giorno a base solo di carne per eliminare le scorie e io che sono vegetariana da molti anni dissi che non era possibile,ma le infermiere insistenti mi dissero che se non lo facevo non mi avrebbero potuto fare l’ecografia. ho ingurgitato prosciutto a forza per 3 giorni piangendo e il giorno dell’ecografia sono stata trattata in modo abbastanza brutto, l’ecografia mi faceva molto male e il medico continuava a dirmi che si stava stufando perchè mi irrigidivo e alla fine scrisse nel referto che non aveva potuto vedere niente per mancanza di collaborazione del paziente, la dottoressa che mi seguiva in quel periodo era presente e tutto quello che fece fu dirmi che avevo fatto arrabbiare il medico e che dovevo rivestirmi subito e andarmene, io in lacrime le chiesi almeno una salvietta che non mi diede e dovetti rimettermi i pantaloni con tutto il gel addosso e farmi 300 km in treno così. Naturalmente cambiai di nuovo medico e mi rivolsi a un’altra ginecologa privata consigliatami dal mio medico di famiglia. Lei mi prescrisse un’altra pillola questa volta con l’interruzione perchè disse che non faceva bene interrompere il ciclo per più di sei mesi e anche lei disse sia a me che a mia madre che non avevo niente di grave, che l’endometriosi è un problema diffuso e che con la pillola diminuiscono i sintomi perciò dovevo solo stringere un pò i denti e fare dei controlli ogni tanto. La mia famiglia dato anche il parere dei medici non ha mai dato peso a questo problema, mi dicevano “sono solo cellule cresciute sotto cute cosa vuoi che sia? pensa a chi ha il cancro” e mi accusavano a volte di ingigantire la cosa per attirare l’attenzione facendo la malata e per giustificare il fatto che non stavo dando esami all’università (come facevo a dare gli esami se non riuscivo neanche a concentrarmi?)..nel mentre che i medici mi dicevano che non avevo niente di grave e che avevo solo delle cellule cresciute fuori posto io su internet leggevo tutt’altro e non ci capivo più niente.. intanto ero sempre stanca, con cali di zucchero, un paio di chili in più, umore lunatico e soliti dolori finchè qualche mese fa prima del mio compleanno andai a fare una visita ginecologica di routine e quando la dottoressa vide tutti i referti medici mi disse che ero una pazza e che mi trascuravo perchè il mio era un problema grave e che dati i sintomi sicuramente non si limitava alla cisti sottocute ma era endometriosi profonda e riguardava anche l’intestino, così mi prescrisse un’ulteriore ecografia che mi fecero il giorno del mio compleanno. Il medico che la fece mi disse di rivolgermi subito a un centro specializzato perchè avevo necessità di un intervento. Così mi venne consigliato un medico esperto che ho pagato fior di quattrini ma che mi ha messo finalmente in lista per l’intervento in laparoscopia. dovrei essere operata ad aprile e anche se ho già fatto delle operazioni ho un pò paura, mi hanno detto che a volte dopo l’operazione si possono avere ulteriori problemi e alcuni la sconsigliano..io spero solo che mi risolvano questo problema così posso avere una vita un pò più tranquilla e una relazione decente visto che questa cosa mi causa non pochi problemi con i ragazzi e spero che la mia famiglia possa capire che quello che ho è una cosa seria che mi fa stare male. Ma a quanto pare dove sono io è visto solo come un problema marginale e l’operazione che devo fare una stupidaggine di routine, anche mia cugina che si sta laureando in medicina mi dice che non è così grave. Io naturalmente mi auguro che sia come dicono loro, vi farò sapere come andrà la mia operazione🙂

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...